Yugen, un progetto artistico radicalmente innovativo creato da Martha Fiennes

4:14 pm

30 agosto 2018

Yugen è un termine che appartiene alla filosofia estetica giapponese e che rimanda a una profonda consapevolezza dell’universo e al contempo ne simboleggia l’eterno mistero. Yugen è anche il titolo scelto da Martha Fiennes, celebrata artista e regista, per il suo ultimo progetto creativo: un film painting realizzato con un sofisticatissimo sistema informatico creato da lei stessa, che non ha dunque precedenti.

L’opera

Yugen (https://tendercapital.com/a-venezia-arriva-yugen-la-nuova-opera-di-martha-fiennes/)  è un’operazione sinergica tra Martha Fiennes, Salma Hayek – star internazionale che ha accettato di essere letteralmente il fulcro visivo del progetto – e Magnus Fiennes, compositore e autore delle musiche. Il progetto è stato prodotto da Tendercapital, società creata da Moreno Zani nella salda convinzione che la combinazione di talento, integrità e innovazione possano fare la differenza rispetto al mondo della finanza tradizionale. “Arte e tecnologia” – del resto, come sottolinea lo stesso Zani, “sono state in costante dialogo fin dai tempi antichi: Yugen, connubio di coding, CGI e riprese cinematografiche, è un passo ulteriore nell’esplorazione di questa relazione, che apre nuove visioni per entrambi i fronti”.

L’ultima scommessa, solo in ordine di tempo dunque, ha per protagonista Martha Fiennes in un progetto che Moreno Zani non esita a definire “totalmente pioneristico: da un lato uno sguardo sul futuro con i meccanismi dell’intelligenza artificiale, dall’altro la fascinazione e la carica emotiva tipica delle forme d’arte pittoriche. Un connubio assolutamente innovativo che contribuisce al dialogo tra tecnologia e arte, sempre più attuale e intrigante”. Il progetto è stato sviluppato con la consulenza creativa di Beatrice Panerai ed in collaborazione con Palazzo Grassi – Punta della Dogana.

L’artista

Dopo i successi dei suoi lungometraggi – Onegin (1999) e Chromophobia (2007) – Martha Fiennes si è spinta oltre la cinematografia canonica sperimentando l’impiego dei mezzi messi a disposizione dalla tecnologia digitale, creando immagini in movimento il cui ritmo è determinato da un algoritmo calcolato e controllato artificialmente. Ciò è stato possibile grazie al sostegno di Tendercapital che lei stessa non esita a definire una struttura “eccellente”. Yugen è un’esperienza visiva assolutamente inedita: ha per protagonista la statuaria Salma Hayek che tiene l’asse di una scena in costante movimento, un intorno che muta secondo i principi dello Sloimage del quale Martha Fiennes è un’assoluta pioniera. Sloimage è un sistema complesso che Fiennes ha messo a punto con l’aiuto del produttore Peter Muggleston nel 2011 e che permette alle immagini di prendere letteralmente vita. tendercapital.com tendertoart.com La prima realizzazione in Sloimage è stata Nativity che ha debuttato al Covent Garden di Londra – dopo un preview al V&A – per poi essere presentato anche alla Biennale di Venezia nel 2017.

Se Nativity prendeva spunto evidentemente dal repertorio visivo delle natività rinascimentali, Yugen insiste su una nota contemplativa, non scevra da un certo misticismo orientale. “Mi sono sempre riconosciuta in progetti di larga portata” – rivela Martha Fiennes – “come l’espansione dei livelli della realtà. Con Yugen cerco di stimolare un’idea, o delle idee, che evochino dimensioni alternative rispetto all’esperienza della realtà. Il mio lavoro d’immagini in movimento evolve dall’impulso a esplorare ed estendere il medium del film. In questo caso, a rompere con la tradizionale linearità della narrazione filmica e lasciare alla macchina, a un ideale AI (Artificial intelligence) la responsabilità della decisione. La natura imprevedibile dell’opera implica che non esista una lunghezza prescritta, né un principio, un mezzo e o una fine. Lo spettatore è invitato a liberare la mente ed espandere la sua consapevolezza”.

La protagonista

Salma Hayek è una presenza importante rispetto al progetto: diviene un’icona su larga scala, un simulacro, una sorta di papessa che si staglia su di un fondo in costante movimento creando immagini continuamente differenti e fatalmente evocative. Hayek diviene la personificazione di realtà alternative, è immersa in un paesaggio di fondo che è altrettanto performante perché in costante mutamento: lo spettatore si trova dunque di fronte a scenari alternativi ed è trascinato in un viaggio di esistenze parallele. La stessa Martha Fiennes definisce il suo ruolo come “chiave rispetto alla creazione di quest’opera. É sia musa che fonte d’ispirazione, capace di entrare nel personaggio senza alcuno sforzo. Salma lavora con un istinto superlativo e personale, con coraggio, creatività … e humor!”. “La mia intenzione – spiega Martha Fiennes – era di creare un’esperienza narrativa meno legata alla percezione di quanto siamo abituati. Nulla è stato organizzato in maniera convenzionale il che significa che l’esperienza visiva è sdoganata da ogni specifica visione creativa. La tecnologia dietro il lavoro permette che ogni sequenza sia selezionata random tra migliaia di possibilità”. L’artista fa in questo caso un passo indietro e si affida all’algoritmo come un qualsiasi altro spettatore.

Teatrino di Palazzo Grassi – Venezia 1-3 settembre 2018

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