Sapere e conoscenza per essere protagonisti del futuro. Educazione finanziaria la nuova sfida dell’Italia

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9:58 am

2 settembre 2021

Avere una auto ma non la patente per guidare. È un concetto semplice attraverso il quale si può sintetizzare il gap strutturale che vive l’Italia, non tutta sia ben chiaro, ma gran parte di essa, sulla conoscenza della educazione finanziaria e sulla capacità di utilizzare questo strumento per essere attori attivi delle proprie finanze. Secondo una indagine sull’alfabetizzazione finanziaria condotta dalla Banca d’Italia nei primi 2 mesi del 2020, è emersa la scarsa cultura in materia di finanza. L’Italia è risultata penultima, appena prima di Malta da un’indagine OCSE condotta su 26 Paesi di cui 12 aderenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, segno tangibile di quanto l’educazione finanziaria sia un concetto e uno strumento ancora lontano nella nostra cultura. Il quadro di analisi, poi, durante il Covid 19 è peggiorato, aggravando la situazione e creando ancora più incertezza alla stabilità economica delle famiglie facendo emergere la scarsa competenza nell’affrontare le nuove sfide del presente.

MA COSA È L’EDUCAZIONE FINANZIARIA

Secondo la definizione dell’OCSE, l’educazione finanziaria “è un processo attraverso il quale i consumatori, i risparmiatori e gli investitori migliorano le loro capacità di comprensione dei prodotti finanziari e dei concetti che ne sono alla base e attraverso istruzioni, informazioni, consigli sviluppano attitudini e conoscenze atte a comprendere i rischi e le opportunità di fare scelte informate, dove ricevere supporto o aiuto per realizzare tali scelte e per le azioni da intraprendere per migliorare il proprio stato e il livello di protezione”. In termini più semplici, l’educazione finanziaria è quel processo che conferisce al denaro una finalità, ossia assegna una sorta di “nome” al denaro. Parole come Bot, Btp, fideiussione o concetti come “tasso di interesse semplice o composto” oppure la nozione “relazione rischio-rendimento”, non assumono più un significato incomprensibile ma attraverso l’educazione finanziaria diventano elementi chiari di conoscenza per poter affrontare al meglio il presente e pianificare con attenzione e competenza il futuro.

EDUCAZIONE FINANZIARIA IN ITALIA

Secondo la ricerca della Banca d’Italia le variabili sociodemografiche più influenti sul livello di competenze finanziarie sono l’età e il livello di istruzione. Seguendo queste due direttrici di analisi ci si accorge che il livello di alfabetizzazione finanziaria raggiunge l’apice intorno ai 40 anni mentre i meno competenti sono i giovani che “appaiono poco attenti degli altri ai temi del risparmio precauzionale” e gli over 50. Altra variabile che viene presa in considerazione dalla ricerca e che rappresenta l’elemento più significativo è l’istruzione. Dal report della Banca d’Italia infatti emerge che il livello di alfabetizzazione finanziaria aumenta con il titolo di studio. Il fatto che in Italia la quota di laureati sia di circa il 20% contro una media europea di oltre il 33% (dati Istat), incide in maniera rilevante. La fascia di popolazione con più competenze finanziarie è dunque quella altamente istruita tra i 35 e i 44 anni. Dati confermati anche da un’indagine Doxa-Edufin, seconda la quale le persone con basso titolo di studio hanno anche un basso livello di educazione finanziaria e sono quelle che dichiarano di essere preoccupate della propria situazione economica.

IL SUPPORTO DELLE ISTITUZIONI E GLI EVENTI DI SETTORE

In Senato sono stati presentati due disegni di legge per introdurre l’educazione finanziaria tra le materie di insegnamento previste in educazione civica per il primo e per il secondo ciclo scolastico. La proposta nasce per colmare il divario che c’è in Italia rispetto agli altri Paesi Ocse in merito ai temi legati alla finanza personale, al risparmio e agli investimenti. I proponenti vedono nella scuola la strada maestra per fornire gli elementi necessari per creare cittadini consapevoli e formati che siano in grado di affrontare le sfide del futuro sapendo attingere nuove competenze in materia di risparmio, investimenti, previdenza, assicurazione così da diventare cittadinanza attiva e consapevole.
Anche gli eventi di settore saranno determinanti nella formazione sulle tematiche finanziarie e proprio l’educazione finanziaria sarà uno dei focus della prossima edizione del Salone del Risparmio, il più grande evento di settore che si terrà a Milano precisamente al MiCo – Milano Congressi, dal 15 al 17 settembre. L’evento permetterà ai differenti attori del mercato di condividere fra loro esperienze e nuove idee, stabilire nuove collaborazioni, aggiornare la propria conoscenza su tematiche normative, fiscali ed operative riguardanti l’industria del risparmio gestito e di affrontare con esperti del settore e con rappresentati delle istituzioni il tema dell’educazione finanziaria.

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