Finanza sostenibile: cos’è e quanto è diffusa

Tendersetter

9:00 am

28 ottobre 2020

I cambiamenti climatici, i cambiamenti demografici e la rivoluzione tecnologica stanno ridisegnando il nostro pianeta, i nostri valori e il modo in cui investiamo. In tale contesto il sistema finanziario è chiamato a svolgere un ruolo di primo piano verso un’economia più sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale e di governance.

 

Ecco perché alla fine del 2015 a Parigi i delegati di 195 paesi hanno partecipato alla Cop21, firmando un accordo sul clima in cui si sono impegnati a favore di un’economia e una società più sostenibile.

 

Tuttavia, per la realizzazione entro il 2030 degli obiettivi sanciti dall’Accordo di Parigi, gli attuali livelli di investimento non sono sufficienti. Per colmare questo divario è indispensabile mobilitare i risparmi degli investitori privati verso investimenti sostenibili.

Il mercato della finanza sostenibile

Il mercato globale del socially responsible investing vale l’astronomica cifra di 30,7 trilioni di dollari, secondo l’ultimo Global sustainable investment review. I dati sono relativi al 2018 e sono in crescita del 34% rispetto al 2016. La maggior parte dei Paesi si sono dotati di strategie per contribuire allo sforzo necessario a favorire la transizione del sistema economico mondiale verso la sostenibilità: l’Europa è ancora al primo posto nel mondo con 14 mila miliardi di dollari, con una crescita a doppia cifra, che rappresentano quasi il 50% degli investimenti complessivi improntati alla sostenibilità.

 

Il crescente interesse degli investitori privati per la finanza sostenibile potrebbe essere ulteriormente supportata dall’attenzione dimostrata dai Millennials, il 93% dei quali considera l’impatto positivo su ambiente e società determinante, quando effettua le sue scelte di investimento.

 

Al 31 dicembre 2018, in Italia, si contano 288 fondi sostenibili (contro i 120 del 2008) distribuiti da 70 diverse case di gestione locali e internazionali (contro 40 del 2008) per un patrimonio gestito che si avvicina ai € 64 miliardi, a cui si aggiungono i € 5 miliardi di ETF sostenibili.

 

Con un maggior coinvolgimento sui temi della sostenibilità ed un maggior livello di trasparenza, gli operatori finanziari saranno in grado di imprimere un’accelerazione allo sviluppo SRI, sfruttando le grandi “potenzialità inespresse” e garantendo un’effettiva penetrazione di tali strumenti nell’asset allocation dei portafogli.

La strategia finanziaria dell’Unione Europea

La Commissione Europea ha istituito, a dicembre 2016, un gruppo di esperti (High Level Technical expert group on sustainable finance, “HLEG”) al fine di sviluppare una strategia per l’Unione Europea in materia di finanza sostenibile.

 

La Commissione ha pubblicato l’8 marzo 2018 un piano d‘azione («Action Plan») per finanziare la crescita sostenibile che contribuirà a raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima e quelli di sviluppo sostenibile indicati nel documento dalla Commissione. Nello specifico con il Piano d’azione la CE si pone l’obiettivo di:

  1. Riorientare i flussi di capitali verso un’economia più sostenibile;
  2. Integrare la sostenibilità nella gestione dei rischi;
  3. Promuovere la trasparenza e la visione a lungo termine;

 

Si sta pertanto definendo un nuovo quadro normativo europeo dove la sostenibilità sarà sempre di più al centro del confronto tra intermediari, gestori e investitori.

 

Nel Piano d’Azione sulla finanza sostenibile (Action Plan on Financing Sustainable Growth) la Commissione Europea illustra le 10 Azioni che intende adottare per orientare il mercato dei capitali verso un modello di sviluppo sostenibile:

  1. Istituire un Sistema unificato di classificazione delle attività sostenibili;
  2. Creare norme e marchi per i prodotti finanziari sostenibili;
  3. Promuovere gli investimenti in progetti sostenibili;
  4. Integrare la sostenibilità nella fornitura di consulenza;
  5. Elaborare indici di sostenibilità;
  6. Integrare meglio la sostenibilità nei rating e nella ricerca;
  7. Chiarire gli obblighi degli investitori istituzionali e dei gestori;
  8. Integrare la sostenibilità nei requisiti prudenziali;
  9. Rafforzare la comunicazione in materia di sostenibilità e la regolamentazione contabile;
  10. Promuovere un governo societario sostenibile e attenuare la visione a breve termine nei mercati dei capitali;

 

Fonti:

https://ec.europa.eu/clima/policies/international/negotiations/paris_it

 

http://www.gsi-alliance.org/wp-content/uploads/2019/03/GSIR_Review2018.3.28.pdf

 

https://www.danone.com/impact.html

 

https://know.cerved.com/tool-educational/finanza-sostenibile-esg/

 

http://www.consob.it/web/area-pubblica/finanza-sostenibile

 

https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2020/06/23/finanza-sostenibile-esg/

 

https://ec.europa.eu/info/business-economy-euro/banking-and-finance/sustainable-finance_it

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