Definizione, rendita e rischi dei BTP

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9:30 am

6 maggio 2019

I BTP (Buoni del Tesoro Poliennali) sono obbligazioni, ovvero titoli di debito, a medio/lungo termine che vengono emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) con cedola fissa posticipata pagata semestralmente. I BTP vengono emessi utilizzando il procedimento chiamato asta marginale e possono avere scadenze da 3, 5, 7,10, 15, 20, 30 o 50 anni. L’asta marginale si svolge normalmente due volte al mese:

  •      durante la seconda settimana del mese per il BTP 3 e 7 anni e, in relazione alla domanda espressa dal mercato, i BTP 15 e/o 30 anni;
  •      durante l’ultima settimana del mese per i BTP 5 e 10 anni.


Acquisto BTP durante l’asta

Il Tesoro annuncia i quantitativi di BTP emessi prima di ogni asta, in un numero che varia da un massimo a un minimo. A determinare il prezzo (e quindi il rendimento) dei BTP è l’incrocio tra offerte e domande pervenute durante le aste. I risparmiatori non possono partecipare alle aste direttamente, possono però utilizzare intermediari autorizzati, tra cui Tendercapital, che offre la possibilità di investire in fondi comuni con un portafoglio contenente obbligazioni governative come quello di Tendercapital Bond Two Steps. Si ricorda che i Buoni del Tesoro, durante l’asta, possono essere sottoscritti a partire da un valore nominale minimo di 1.000 euro (o multipli).

(Per acquisire informazioni descrittive e promozionali su Tendercapital Bond Two Steps, clicca sul link.)

Acquisto BTP dopo l’asta

C’è la possibilità di acquistare i Buoni del Tesoro anche nei cosiddetti mercati secondari, ovvero in un momento successivo alla loro emissione. In questi mercati, che sono autorizzati e regolamentati, vengono scambiati BTP già in circolazione.

Ad esempio, l’MTS (Mercato Telematico dei titoli di Stato), è un mercato secondario riservato agli intermediari autorizzati (banche e imprese di investimento) dove l’importo minimo negoziabile è pari a 2 milioni di euro.

Rendita dei BTP

Il rendimento dei BTP è in parte legato al flusso cedolare e in parte alla differenza tra il prezzo di sottoscrizione (se il titolo è stato acquistato all’asta) o di acquisto (se è stato acquistato su un mercato secondario) e il valore nominale che viene rimborsato alla scadenza. Il valore delle cedole viene predeterminato al momento dell’emissione e vengono pagate posticipatamente con cadenza semestrale.

Rischi dei BTP

Nel considerare i rischi legati all’investimento in Buoni del Tesoro, dobbiamo considerare due situazioni diverse.

Nella prima, l’investitore decide di acquistare BTP e mantenerli fino alla scadenza. L’unico rischio che corre questa tipologia di risparmiatore è alla possibilità del Dipartimento del Tesoro di poter pagare le cedole e rimborsare il capitale.

Nella seconda, invece, l’investitore decide di vendere i BTP prima della scadenza e, perciò, incorre anche nei rischio del mercato, come fluttuazioni sfavorevoli dei rendimenti e conseguenti discese del prezzo del BTP al di sotto di quello d’asta. In questo caso il risparmiatore incappa in una minusvalenza.

Ovviamente, bisogna sottolineare che più è lunga la vita di un’obbligazione, più rischi ci sono per chi non intende portare fino alla fine i propri BTP.

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