In Laguna torna il grado zero della meraviglia: svelato “Yugen”, il film painting che proietta l’arte nel futuro dominato dall’Intelligenza Artificiale

10:21 am

11 settembre 2018

Un quadro vivente, un film infinito e senza finale, uno spazio meditativo e interattivo allo stesso tempo. È questo e molto di più “Yugen”, l’installazione che ha saputo mescolare musica, cinema, arte performativa e informatica. Ne ha colto l’unicità il pubblico che l’ha potuto visionare in anteprima mondiale, nella splendida cornice della Scuola Grande di San Rocco, uno degli scrigni più preziosi di Venezia, lo scorso 1 settembre, durante la 75esima Mostra Internazionale del Cinema.

 

A introdurre gli spettatori dentro tutti i segreti di questa opera è stata la sua ideatrice Martha Fiennes che ha subito chiarito: “Può succedere di tutto, nemmeno io so quello che potrà accadere dopo”. Del resto “Yugen” è il trionfo della crossmedialità, un pionieristico film painting che si interroga sui meccanismi e le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale utilizzando uno speciale algoritmo, senza però dimenticare l’istintiva fascinazione per il colore.

 

Come ha spiegato la regista e autrice, “il computer continua a creare un film, non si interrompe mai, ma cosa mostra sullo schermo? Mostra un’incredibile quantità di film, pre preparati, con suono, e questi film hanno altri livelli o altri elementi che possono mutare l’immagine, il tempo potrebbe cambiare, o degli uccelli potrebbero attraversare il cielo”. Ad orchestrare audio e video è lo Sloimage, il sistema che la regista in persona ha messo a punto con l’aiuto del produttore Peter Muggleston nel 2011 e che permette alle immagini di prendere letteralmente vita.

 

Il volto indimenticabile di tutto il progetto è quello dell’attrice e collezionista d’arte messicana Salma Hayek che a margine della proiezione ha raccontato le sfide di un set davvero sui generis: “Sono così contenta di far parte di “Yugen”, perché è così unico, e combina insieme l’arte al cinema, alla tecnologia, all’Intelligenza Artificiale, alla moda. Ma si tratta anche del potere delle donne, in molti modi, e si tratta di architettura, e mi sento davvero privilegiata di far parte di quest’opera così avveniristica e all’avanguardia. Come osservatore è possibile interagire con l’opera, come in una sorta di spazio meditativo”.

 

Una visione certo, ma anche un esperimento destinato a fare da punto di riferimento per l’arte contemporanea, diventata concreta grazie al sostegno di Tendercapital. Il gruppo leader nell’asset management è stato rappresentato nel corso del cocktail party in Laguna dal suo fondatore e numero uno Moreno Zani: “Mi sono innamorato di questa nuova frontiera dell’arte quando vidi la prima opera di Martha Fiennes, “Nativity”, così quando lei mi propose di produrre il nuovo lavoro, non ho esitato a sostenerlo attraverso TenderToArt, il nostro incubatore d’arte contemporanea sviluppato dal 2011 con il supporto di diversi curatori”.

 

Il film, continua Zani, “è totalmente pionieristico: da un lato uno sguardo sul futuro con i meccanismi dell’Intelligenza Artificiale, dall’altro la fascinazione e la carica emotiva tipica delle forme d’arte pittoriche. Un connubio assolutamente innovativo che contribuisce al dialogo tra tecnologia e arte, sempre più attuale e intrigante”.

 

Sviluppato con la consulenza creativa di Beatrice Panerai e in collaborazione con Palazzo Grassi – Punta della Dogana, il progetto è rimasto in esposizione il 2 e il 3 settembre al Teatrino di Palazzo Grassi con ingresso libero, ottenendo il consenso unanime di critica e pubblico.

 

 

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