Meg Whitman, la manager che ha fatto della curiosità e del cambiamento continuo il suo punto di forza

Stories of Success

12:04 pm

21 luglio 2020

L’ultimo nato tra per le piattaforme streaming si chiama Quibi, è pensato per i Millennials e per la Generazione Z, distribuisce contenuti video pensati solo per gli smartphone ed è guidato da una brillante 63enne, Margaret Cushing “Meg” Whitman, che è stata manager delle più importanti società quotate americane: da Procter & Gamble a Bain & Company, da Walt Disney Company ad Hasbro, da eBay a Hewlett-Packard. Nonostante l’età non proprio da startupper in erba, la Whitman ha fatto dell’innovazione il proprio faro professionale: “Siamo in una fase di profonda rivoluzione digitale, quindi ogni azienda dovrebbe dotarsi di strumenti che le permettano di reagire al cambiamento in corso”, ha dichiarato nel 2017 nel corso di un evento in Italia.

Nelle principali aziende Usa

Newyorkese con laurea a Princeton e MBA a Harvard, Whitman ha alle spalle una carriera da manuale. A fine anni Settanta inizia a lavorare come brand manager per la multinazionale dei prodotti di consumo Procter & Gamble. Poi il trasferimento in California per diventare consulente della Bain & Company, salendo varie posizioni della piramide manageriale fino a ricoprire quella di vicepresidente anziano.

A fine anni Ottanta cambia di nuovo ambito: è il 1989 e diventa vicepresidente della pianificazione strategica alla Walt Disney Company dove svolge un ruolo importante nell’acquisizione della rivista Discover. Entra anche nella società di giochi Hasbro e si deve a lei lo sbarco negli Stati Uniti dello show inglese per bambini dei Teletubbies.

Nel 1992 si trasferisce a Boston, dove diventa presidente del produttore di scarpe per bambini Stride Rite. Non ha paura a cambiare città e ruolo, non ha paura a reinventarsi in un settore nuovo che ogni volta deve conoscere da zero. Ma il salto più azzardato – che sarà anche quello di maggior successo – lo farà quando deciderà di buttarsi sul web.

 

 

«Il business non è solo legato all’innovazione: per farlo bene servono cuore, cervello, visione»

Ebay, la politica e Hewlett-Packard

È il 1998 quando Whitman arriva in eBay come presidente e CEO. Quello che per noi è oggi un colosso dell’e-commerce all’epoca aveva solo trenta dipendenti e quattro milioni di fatturato: la società risultava ancora poco promettente, tanto che all’inizio lei stessa aveva rifiutato la poltrona quando un cacciatore di teste aziendale gliel’aveva proposta. A farle cambiare idea furono una visita al quartier generale dell’azienda e le testimonianze di molti utenti entusiasti.

È proprio lei a preparare la società per il debutto a Wall Street, nel settembre 1998. È lei a rinnovare la grafica delle pagine eBay. È lei a confinare tutte le aste di armi da fuoco e prodotti pornografici in siti separati soggetti a limiti di età. Come dirà qualche anno dopo, “Il business non è solo legato all’innovazione, per farlo bene servono cuore, cervello, visione. Questa rivoluzione è enorme, ma per reagire nel modo giusto

la cultura è molto più importante della tecnologia”. Quando va via da eBay, nel 2008, dopo soli dieci anni, lascia un’azienda con 15mila dipendenti e oltre otto miliardi di dollari fatturato.

Dal 2006 fonda con il marito e gestisce la Griffith R. Harsh IV and Margaret C. Whitman Charitable Foundation, una fondazione privata a scopo benefico, e fa parte di diversi consigli di amministrazione.

La politica la attira a sé per una breve parentesi, prima come sostenitrice di Mitt Romney e del Partito Repubblicano, poi (nel 2009) con una candidatura alla carica di governatore della California che termina con una sconfitta con uno scarto di tredici punti percentuali rispetto al candidato repubblicano.

Archiviate le ambizioni politiche, torna a fare la manager: nel 2011 entra nel consiglio di amministrazione di Hewlett-Packard e, in meno di nove mesi, ne diventa amministratore delegato dopo il licenziamento di Léo Apotheker. Mantiene tale ruolo fino all’inizio del 2018 quando l’aspetta un nuovo inizio nella neonata Quibi come fondatrice e CEO.

 

 

“Questa rivoluzione è enorme, ma per reagire nel modo giusto la cultura è molto più importante della tecnologia”

Quibi

Lanciata proprio nel 2020, Quibi è una nuova piattaforma streaming pensata per video brevissimi, di durata compresa fra i sei e i nove minuti che vogliono essere dei “quick bites”, bocconcini veloci destinati a una fruizione da smartphone. A ideare l’azienda insieme a Meg Whitman c’è anche Jeffrey Katzenberg, ex capo degli studi Disney e co-fondatore ed ex CEO della Dreamworks.

Tante le celebrità che hanno aderito al progetto: da Jennifer Lopez a Chance the Rapper, da Idris Elba a Steven Spielberg, da Bill Murray e Sophie Turner. Tante anche le testate di prestigio che forniranno le mini news (Nbc, Bbc, Espn e non solo).

Un’idea, quella di Katzenberg e Whitman, data come vincente all’epoca dell’ideazione, nel 2018, ma che ora – nell’era post Covid19 – le limitazioni degli spostamenti e la diffusione massiccia dello smart working rischiano di rallentare in modo considerevole.

 

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