Titoli di Stato

Definizione e caratteristiche

 

I titoli di Stato sono obbligazioni emesse da uno Stato, in Italia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che servono a finanziare le attività del Governo laddove non bastino le imposte raccolte dai cittadini. In poche parole, si tratta di titoli emessi per coprire debiti che un Paese utilizza al fine di produrre i servizi di sua competenza.

 

Le obbligazioni di tipo governativo sono titoli finanziari che rappresentano un prestito che permettono a chi li sottoscrive di ricevere il rimborso della cifra prestata incrementata degli interessi ad essa applicati. Hanno una durata predeterminata, alla scadenza della quale, viene restituito il capitale prestato.

 

Gli interessi vengono versati attraverso cedole periodiche che possono essere fisse o variabili, oppure mediante il metodo detto scarto di emissione, ovvero la differenza tra il prezzo di emissione e quello di rimborso. È il caso, ad esempio, delle “obbligazioni zero coupon” le quali non presentano cedole periodiche bensì soltanto lo scarto di emissione a fine durata.

 

Tipologie di titoli di Stato

 

Esistono sei diverse tipologie di titolo di Stato, che si differenziano tra loro per la durata e le modalità di retribuzione.

 

Titoli di stato

Fonte: Dipartimento del Tesoro

 

Buoni Ordinari del Tesoro (BOT)

 

I Buoni Ordinari del Tesoro sono obbligazioni governative della durata di 3, 6 oppure 12 mesi. Sono privi di cedole e il loro rendimento viene dato dallo scarto di emissione.

 

Buoni del Tesoro Poliennali (BTP)

I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli di Stato che possono durare 3, 5, 10, 15, 30 e 50 anni. In questo caso, il rendimento viene versato tramite cedole fisse semestrali.

 

Btp Italia

I Btp Italia sono buoni del tesoro della durata di 4, 6 oppure 8 anni, con cedole semestrali.

 

Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all’inflazione europea (BTP)

Con questo particolare tipo di titolo di Stato, il capitale e le cedole semestrali vengono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione europea. Possono durare 5 o 10 anni.

 

Certificati di Credito del Tesoro (CCT)

I CCT sono obbligazioni governative con cedole semestrali a tasso variabile della durata di 7 anni.

 

Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ)

Come è già stato anticipato, i CTZ non presentano cedole di nessun tipo, ma tutto il rendimento dipende dallo scarto di emissione. Hanno una durata di 24 mesi.

 

titoli di stato

Fonte: Dipartimento del Tesoro

 

Funzionamento

 

Acquisto

L’acquisto dei titoli di Stato avviene tramite una banca oppure un intermediario finanziario, sia in contemporanea all’asta di emissione sia in un secondo momento, sul cosiddetto mercato secondario.

 

Acquisto durante l’asta

L’acquisto di obbligazioni governative durante l’asta di emissione prevede la prenotazione, con un giorno di anticipo, della quantità di titoli desiderata. Bisogna anche tener conto dell’importo minimo di acquisto, che si attesta sui 1000€.

 

Acquisto dopo l’asta

I titoli di Stato già in circolazione, ovvero quelli venduti all’asta, possono essere acquistati e rivenduti sul cosiddetto mercato secondario. In Italia, i mercati su cui vengono trattati sono il MOT, gestito da Borsa Italiana Spa, e il TLX, gestito da un gruppo di banche italiane.

 

L’acquisto sul mercato secondario comporta il pagamento di una commissione all’intermediario che realizza l’operazione, più alte di quelle pagate in sede d’asta. Inoltre, si acquista e si vende al prezzo di vantaggio, con tutti i rischio e i vantaggi del caso.

 

Rendimento

Le componenti principali del rendimento delle obbligazioni statali sono due: gli interessi e il guadagno in conto capitale. Come già anticipato, gli interessi possono essere pagati tramite cedole o con lo scarto di emissione.

 

Il guadagno in conto capitale, invece, è la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto, quando la compravendita del titolo avviene sul mercato secondario.

 

Per valutare un titolo di Stato sono importanti gli elementi certi del rendimento, ovvero:

  • le cedole, se sono a tasso fisso;
  • la differenza tra prezzo di acquisto o di sottoscrizione e il prezzo di rimborso, quando il titolo è tenuto fino a scadenza, e quando il prezzo di rimborso è fisso e non indicizzato.

 

Gli elementi incerti, invece, sono:

  • le cedole, se sono a tasso variabile;
  • i guadagni e le perdite derivanti dalla differenza del prezzo di acquisto o di sottoscrizione e quello di vendita sul mercato secondario se il titolo non viene portato a scadenza;
  • andamento del tasso di cambio se il titolo è denominato in valuta straniera.

 

Fonte: Dipartimento del Tesoro

 

Rischi

Generalmente i rischi associati a un investimento in titoli di Stato sono bassi. Infatti, è difficile che uno Stato fallisca, e raramente le obbligazioni governative non sono state ripagate o tutto o in parte ai sottoscrittori perché le emissione sono andate in default (esempi recenti: Argentina, Grecia e Islanda).

 

Esistono diversi tipi di rischio per chi investe in obbligazioni:

 

  • Rischio di liquidità: il rischio di non riuscire a vendere il titolo quando se ne ha bisogno;
  • Rischio di credito: il rischio che l’emittente non pagni quanto dovuto, in tutto o in parte. L’affidabilità di uno Stato viene espressa dal voto che riceve dalle agenzie di rating;
  • Rischio di cambio: Per chi ha acquistato un titolo denominato in valuta diversa da quella del paese dove si vive;
  • Rischio di inflazione: il rischio che l’aumento dei prezzi eroda il valore del capitale investito e gli interessi.

 

Liquidità

Il concetto di liquidità si applica anche ai titoli di Stato, così come a qualsiasi altra obbligazione e titolo finanziario. Con questo termine si considerano la liquidità “naturale” e quella “artificiale”.

 

La prima è la caratteristica del titolo di generare flussi finanziari secondo scadenze prestabilite e dipende dalle caratteristiche del titolo.

 

La seconda è la possibilità di essere venduto prima della sua naturale scadenza su un mercato secondario e dipende dalle caratteristiche del mercato in cui si opera.

 

Le qualità che rendono un mercato liquido, sono lo spessore, l’ampiezza e l’elasticità, questioni tecniche che vanno a determinare quanto su un certo mercato sia facile e veloce vendere un titolo finanziario.

 

È sempre buona accortezza da parte dell’investitore rivolgersi a professionisti qualificati prima di valutare e procedere con questo tipo di investimenti.

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