Gestione del capitale

Definizione

Per i risparmiatori che si avventurano nel mondo degli investimenti è fondamentale stabilire e seguire una strategia di gestione del capitale (o money management), ovvero delle regole funzionali alla gestione del patrimonio da seguire per minimizzare i rischi legati agli investimenti.

 

Nonostante lo scopo del money management sia quello di evitare perdite, si tratta di una pratica diversa dal risk management. Le tecniche della gestione del capitale, infatti, hanno come obiettivo l’ampliamento del portafoglio di investimenti, per minimizzare il rischio di perdita del capitale.

 

Tra le attività comprese nel money management possiamo individuare:

  • la formazione del portafoglio;
  • la diversificazione degli investimenti;
  • l’impostazione di stop loss;
  • la relazione tra rischio e rendimento di ogni scambio.

 

rendimento investimento

 

Differenza tra Money Management e Risk Management

Attraverso il money management, quindi, si pianificano le modalità per gestire in maniera ottimale il capitale a disposizione. Questo insieme di strategie e tecniche è volto ad aumentare i profitti e a proteggere l’investimento. Si potrebbe pensare che il concetto di money management sia uguale a quello di risk management. In realtà, sono piuttosto diversi.

 

La gestione del rischio, infatti, ha una valenza più precisa: consiste nell’insieme di tutte quelle tecniche che mettono in pratica quanto definito in fase di money management, con la prospettiva di minimizzare il rischio. In poche parole, fare risk management significa determinare aspetti quali il prezzo d’entrata, la dimensione della posizione e gli stop loss (con stop loss si intende il prezzo raggiunto il quale l’investitore decide di uscire dall’investimento per ridurre il più possibile al minimo le perdite).

 

Spiegato in maniera più semplice, il money management interviene in una fase precedente con attività più di strategie e pianificazione. Invece il risk management agisce in una fase successiva in modo più operativo (in ogni caso, in entrambi gli ambiti sono presenti elementi di strategia ed elementi di operatività, ma in quantità diversa).

 

 

Gestire in maniera corretta il capitale

Il concetto alla base delle teorie di gestione del capitale è che per minimizzare le perdite e massimizzare i profitti occorre investire solo quanto si può perdere, in rapporto al capitale disponibile. Di conseguenza, è necessaria una strategia ben definita e bisogna evitare di investire “a caso”.

 

Attenzione, applicare le teoria del money management non significa investire senza correre rischi: le perdite fanno parte dell’attività di trading. Però, se si investe con criterio si può puntare a minimizzarle.

 

Per gestire bene il capitale bisogna chiarire un concetto importante: bisogna investire soltanto i risparmi, i soldi in più. La somma che potenzialmente può essere messa a rischio non deve mettere in difficoltà il bilancio personale e familiare. Investire, quindi, significa prima di tutto ragionare.

 

La quantità di denaro che ci si può permettere di rischiare, in percentuale al capitale che si può investire, viene chiamata drawdown. Secondo gli esperti, è consigliabile che il drawdown non superi il 2% per ogni singola operazione. In generale però è sempre bene non investire più di quanto non si sia disposti a perdere e affidarsi a operatori specializzati e professionisti. Questo perché, una volta perduto il capitale iniziale, è molto difficile recuperarlo.

 

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Money management: linee guida

Lo scopo basilare di una strategia di gestione del capitale non è guadagnare, ma difendere il proprio capitale. Per questo è fondamentale pianificare e seguire un piano d’azione ben definito, seguendo una serie di regole, come:

  • prendere decisioni a mercati chiusi;
  • utilizzare uno stop loss protettivo impostandolo nel momento in cui si esegue un ordine;
  • ottimizzare le perdite e far crescere i profitti;
  • diversificare gli asset;
  • incrementare l’esposizione di un titolo;
  • utilizzare un rapporto di rischio rendimento in base alle proprie possibilità;
  • non farsi influenzare dai media finanziari;
  • diversificare i trade;
  • non rischiare più del 2% del proprio capitale destinato agli investimenti
  • utilizzare il capitale reale solo se esperti, altrimenti affidarsi a una Società di Gestione del Risparmio

 

Oltre alla strategia, è molto importante avere il mindset giusto. Nel mondo della gestione di capitali servono concretezza, ragionamento, disciplina, organizzazione e pianificazione ma, soprattutto, la consapevolezza che il vero successo lo si ha nel lungo periodo.

 

Le somme da destinare agli investimenti

Come è stato sottolineato, nella gestione del capitale tutto gira intorno al capitale che si investe. Determinare il capitale minimo della propria attività di investimento diventa quindi fondamentale.

 

È importante, però, ricordare che l’unica regola d’oro in questo campo è: mai investire più di quanto ci si può permettere di perdere.

 

Quindi, la giusta somma va calcolata sulla base delle proprie possibilità, senza mai mettere a repentaglio i propri risparmi, e non sulla base delle richieste del broker o della piattaforma di trading.

 

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Calcolo del money management

Per chi avesse problemi a determinare la cifra da investire arriva in soccorso una formula utile a calcolare il money management. Ovvero:

 

C/100 * T = S

 

nella quale C corrisponde al capitale posseduto, la T esprime la propensione al rischio (ovvero la percentuale del proprio capitale che si è disposti a investire) e la S non è altro che la somma che si può investire sulla singola operazione. Inserendo quindi le cifre che corrispondono alla situazione finanziaria del risparmiatore, si può determinare qual è la cifra investibile sul mercato in quel determinato caso.

 

Ad esempio, se si possiede un capitale C di 1.000€ e si applica la regola del 2%, la cifra che è possibile investire è 20€. Questo perché, inserendo le cifre nella formula, si ottiene:

 

1000/100 * 2 = 20

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