Due Diligence

Che cos’è la Due Diligence?

 

Due Diligence è un termine inglese che indica la ricerca posta in essere da una parte coinvolta in un potenziale investimento o una transazione finanziaria, al fine di verificare la correttezza e affidabilità dei dati forniti durante le negoziazioni iniziali dalla/e controparti implicate in una determinata trattativa.

 

Storia della Due Diligence

 

La due diligence divenne pratica comune (e un termine comune) negli Stati Uniti con l’approvazione del Securities Act del 1933. I commercianti di titoli e i broker divennero responsabili (sia civilmente che penalmente) della divulgazione completa delle informazioni materiali relative agli strumenti che stavano vendendo. 

 

Pertanto i broker e i rivenditori al fine di non incorrere in responsabilità erano tenuti a utilizzare la cd. “dovuta diligenza” indagando sulle società di cui vendevano i titoli azionari e di cui divulgavano i risultati agli investitori.

 

due diligence

 

Il processo di Due Diligence

 

La Due Diligence in ambito finanziario viene eseguita da società che cercano di effettuare acquisizioni, da analisti di azioni, da gestori di fondi, broker-dealer e investitori. Mentre per gli investitori si tratta di un’attività volontaria, i broker-dealer sono legalmente obbligati a condurre le dovute ricerche su un titolo prima di venderlo, il che aiuta a prevenire eventuali problemi derivanti dalla mancata divulgazione di informazioni pertinenti.

 

Il processo di Due Diligence è composto da diverse fasi. Di seguito sono riportati i vari passaggi legati all’acquisto di azioni, ma alcuni aspetti di queste considerazioni possono applicarsi anche a strumenti di debito, immobili e altri investimenti.

 

L’elenco seguente delle fasi di Due Diligence non è completo in quanto esistono molti tipi di titoli e, di conseguenza, molte variazioni che potrebbero essere necessarie per un investimento specifico. Inoltre, non esiste una strategia unica per tutti gli investitori poiché potrebbero avere livelli di tolleranza al rischio finanziario e obiettivi di investimento diversi. In altre parole, la due diligence a seconda delle circostanze, e dei criteri interpretativi usati da chi la pone in essere può portare risultati differenti.

 

Passaggio 1: analizzare la capitalizzazione (valore totale) della società

 

La capitalizzazione di mercato di un’azienda può fornire un’indicazione della volatilità del prezzo delle azioni, dell’ampiezza della proprietà e delle dimensioni potenziali dei mercati target dell’azienda.

 

Ad esempio, le società a grande capitalizzazione tendono ad avere flussi di entrate stabili e una base di investitori ampia e diversificata, che può portare a una minore volatilità. Le società a media e piccola capitalizzazione, nel frattempo, possono servire solo singole aree del mercato finanziario e in genere hanno maggiori fluttuazioni del prezzo delle azioni e degli utili rispetto alle grandi società.

 

Le dimensioni e l’ubicazione della società possono anche determinare su quale borsa è quotato il titolo o dove viene negoziato.

 

Passaggio 2: analizzare l’andamento delle entrate, degli utili e dei margini

 

È importante monitorare l’andamento delle entrate, delle spese operative, dei margini di profitto e del rendimento del capitale di un’azienda.

 

Il margine di profitto viene calcolato dividendo l’utile netto della società per entrate. È meglio analizzare il margine di profitto su più trimestri o anni e confrontare tali risultati con le aziende dello stesso settore per ottenere una prospettiva.

 

Passaggio 3: analizzare concorrenti e settori

 

Ora che sono stati indagati le dimensioni e i guadagni dell’azienda, è tempo di analizzare i settori in cui opera e la concorrenza. Guardare i principali concorrenti in ogni settore (se ce n’è più di uno) potrebbe essere un indice della competitività dell’azienda in ciascun mercato. L’azienda è leader nel suo settore o nei mercati target specifici? La sua industry è in crescita?

 

Analizzare più società dello stesso settore può fornire agli investitori una visione approfondita delle prestazioni del settore e di quali aziende hanno un vantaggio sulla concorrenza.

 

Passaggio 4: altre valutazioni da fare

 

Esistono molti indici e metriche finanziarie che gli investitori possono utilizzare per valutare le società. Non esiste una metrica ideale per tutti gli investimenti, quindi è meglio utilizzare una combinazione di rapporti per  generare un quadro completo ed effettuare una decisione di investimento più informata.

 

Alcuni degli indici finanziari includono il rapporto prezzo / utili (P / E), il rapporto prezzo / utili per la crescita (PEG) e il rapporto prezzo / vendite (P / S). Durante il calcolo o la ricerca dei rapporti, è bene confrontare i risultati con i concorrenti dell’azienda.

 

Gli utili possono avere una certa volatilità (anche nelle società più stabili). Gli investitori dovrebbero monitorare le valutazioni basate sugli utili finali o sulla base degli ultimi 12 mesi degli utili. In genere è una buona idea esaminare i dati relativi ai guadagni e ai profitti di alcuni anni per assicurarsi che il trimestre o l’anno in corso non siano un’eccezione.

 

Passaggio 5: gestione e condivisione della proprietà

 

La società è ancora gestita dai suoi fondatori? O la direzione e il consiglio sono composti da molte facce nuove? È bene ricercare il bios consolidato della gestione per vedere le loro aree di interesse o se hanno una vasta esperienza. 

 

Ci si domanda se i fondatori e i dirigenti detengano un’alta percentuale di azioni e se abbiano venduto quote di recente. Generalmente si tende a considerare in modo maggiormente positivo se la proprietà dell’azienda è per lo più in mano al fondatore iniziale.

 

Passaggio 6: analizzare il bilancio

 

Il bilancio consolidato mostrerà gli attivi e i passivi nonché la quantità di liquidità disponibile. Inoltre è bene analizzare la presenza di un eventuale debito e confrontarlo con le aziende dello stesso settore: un debito elevato non è necessariamente una cosa negativa, soprattutto a seconda del modello di business e del settore dell’azienda. Ma quali sono i rating delle agenzie per le sue obbligazioni societarie? L’azienda genera abbastanza liquidità per riparare il proprio debito e pagare i dividendi?

 

Alcune società (e le industrie nel loro insieme) sono ad alta intensità di capitale come le compagnie petrolifere e del gas, mentre altre richiedono poche immobilizzazioni e investimenti di capitale. È importante determinare il rapporto debito / patrimonio netto e poi confrontarlo con i risultati dei concorrenti e altri parametri di settore al fine di valutare lo stato di salute dell’impresa e il grado di rischio dell’operazione. 

 

Se i dati relativi all’attivo, al passivo e al patrimonio netto cambiano sostanzialmente da un anno all’altro, è bene provare a capirne il motivo. Può essere d’aiuto leggere le note a piè di pagina che accompagnano il bilancio.

 

Questo articolo si è concentrato soprattutto sul mercato italiano e su altri mercati principali. Consigliamo al lettore di controllare i dati e le regole relative al Paese d’appartenenza. 

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