II sistema previdenziale italiano fra tradizione e modernità.

Possibili linee di sviluppo per un mercato moderno ed efficiente: utopia o strategia realizzabile?

6:20 pm

8 ottobre 2018

Moreno Zani

Lo sviluppo di una previdenza integrativa moderna e universale e l’ampliamento degli strumenti di investimento per il lungo termine rappresentano due snodi fondamentali e strettamente connessi con i quali anche la politica è chiamata a confrontarsi, con intelligenza e lungimiranza. Da essi dipenderà la capacità di rispondere alla sfida più importante per la nostra economia: traghettare le possibilità di finanziamento delle imprese verso un sistema più attuale e moderno.

Fonte: elaborazioni Corte dei Conti su dati Istat

In particolare, si dovrà passare dall’attuale modello banco-centrico a un sistema in cui un mercato dei capitali più grande e soluzioni di investimento orientate verso orizzonti temporali più ampi siano in grado di intercettare e convogliare il risparmio delle famiglie italiane a favore del made in Italy e della ripresa.

Già dalla metà degli anni Novanta emerse il trend demografico attualmente in atto, col progressivo avvicinamento della generazione dei “baby boomers” all’età pensionabile, l’aumento della longevità, la difficile sostenibilità del sistema a ripartizione, la precarietà degli investimenti rispetto alle prestazioni da erogare. A ciò si aggiunsero le maggiori difficoltà per i bilanci pubblici nel sostenere la parte previdenziale – e soprattutto la parte assistenziale – a debito della fiscalità generale, all’interno di bilanci con vincoli di stabilità sempre più stringenti. Appare quindi molto interessante il rapporto presentato alla Camera dei Deputati nel mese di febbraio 2018 sul bilancio del sistema previdenziale italiano.

In questo contesto, si inserisce oggi il tema dell’investimento in attività di lungo termine dei fondi pensione e delle casse di previdenza, affiancando o spesso sostituendo l’investimento dello Stato in quelli che vengono oggi comunemente definiti real assets. Dove per real assets si intendono quegli investimenti che, oltre a puntare per gli investitori a ritorni positivi superiori agli investimenti in titoli governativi o simili, soddisfano un bisogno sociale. Pensiamo, per esempio, al settore delle residenze sanitarie per gli anziani (lungo degenza e Alzheimer), alle energie rinnovabili, alle infrastrutture.

Considerando che sono e saranno sempre più i sistemi integrativi di previdenza a essere chiamati a sostenere questi investimenti, e poiché spesso a essi sono collegati i fondi sanitari, un tema prioritario sarà proprio nell’ambito della sanità, dove lo stato fatica a stanziare ulteriori investimenti e dove comunque il trend demografico ci metterà di fronte a una serie di necessità.

Fonte: Ilsole24ore.com

In quest’ottica si inserisce il decreto n. 175 del ministero dell’economia del 30 luglio 2015 (ampliato poi nella legge di bilancio 2017), che concede dei benefici fiscali ai fondi pensione e alle casse di previdenza che effettuano degli investimenti in un elenco di assets che il Governo considera di interesse prioritario.

Non siamo in presenza di un forte incentivo, ma si tratta comunque un primo passo e sicuramente di un’indicazione chiara sulla strada e sugli obiettivi che si vogliono perseguire. Questo consente al sistema di iniziare anche quella fase di disintermediazione (positiva) da parte delle banche come unico finanziatore degli investimenti di lungo termine.

È un passo importante, soprattutto in questo momento storico dove in quasi tutta l’eurozona il sistema creditizio si trova a dover affrontare il problema delle sofferenze e delle relative sistemazioni di capitale di rischio a seguito della prolungata crisi che ha colpito aziende e famiglie. Per gli investitori, inoltre, può rappresentare, in un contesto di tassi zero o di tassi bassi a lungo termine, una buona opportunità di investimento.

Al tempo stesso, la complessità degli investimenti effettuati sia in forma indiretta (fondi di investimento alternativi, minibond, ecc.) sia in forma diretta con l’acquisizione degli assets, richiederanno all’investitore istituzionale un’adeguata struttura interna o esterna (advisors specializzati) per monitorare gli investimenti effettuati e i rendimenti conseguiti in queste asset class alternative.

Sarà un processo lungo e che andrà accompagnato in modo ancora più forte da parte delle autorità ma che potrebbe effettivamente dare un importante contributo alla crescita del Paese.

Fonte: 3° Rapporto GIMBE 2018 sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale

Articolo originariamente pubblicato su Il Punto Pensioni e Lavoro

Hungry (Green) Minds

Siamo convinti che i piccoli gesti facciano la differenza.
Perciò quando la navigazione è inattiva, appare la schermata di risparmio energetico.
Il tuo monitor consuma meno e l’ambiente ne trae beneficio.

Clicca un qualsiasi punto dello schermo per riprendere la navigazione.

WordPress Video Lightbox